domenica 19 febbraio 2012

Day 5

Prima domenica a Melbourne. Non l'avevo ancora scritto, ma l'aria condizionata dell'aereo, il continuo caldo-freddo e gli sbalzi di temperatura mi hanno causato un graaaandissimo raffreddore (era tempo che non ne prendevo uno così forte)! Il che mi debilita abbastanza, e mi impedisce di fare qualsiasi cosa, benchè sia il mio giorno libero. Nonostante questo, Sarah mi accompagna finalmente in Vespa in un negozio di elettronica, in cui compro l'adattatore per le mie prese italiane che avevo dimenticato, e che mi impediva di interagire con il mondo. Il resto della giornata lo passo a sistemare camera mia (gli armadi sono stati finalmente liberati dai vestiti dei bambini)! Lucas & Mia sono con la nonna,Sarah è uscita quindi trascorro il mio pomeriggio in totale pace  in piscina. Dopo cena, decido di fare una passeggiata con Ralph sulla spiaggia, questa volta dalla parte opposta rispetto a ieri. Sono circa le 20, il sole comincia a tramontare.. i miei piedi affondano nella sabbia ed accendo l'ipod. Difficile spiegare la sensazione a parole, per chi almeno una volta nella vita, non ha vissuto un momento del genere in totale solitudine. Proprio in quel momento, realizzo che partire permette di dare una valore alla libertà: nessuno dipende da me, io non dipendo da nessuno..Non avverto alcun bisogno e tuttavia, mi sento comunque a casa. Inevitabile pensare al passato: a quanto tempo si è buttato via dietro a persone o cose, futili e stupide..ma che nonostante tutto,sono comunque servite a compiere il <grande salto>. Quindi la mente si catapulta su un futuro che è ancora da scrivere, ma che mi piacerebbe avesse le sembianze del presente. La nostalgia di casa,ancora non si percepisce.. La possibilità di decidere autonomamente quando interrompere questa esperienza, mi conferisce solo entusiasmo e tanta curiosità su quello che mi aspetta prossimamente. Inizia ad essere buio, quindi decido di tornare a casa! Sarah sta cenando (stranamente quasi ad un orario italiano). I bambini dormono già, quindi le faccio compagnia: parliamo di tantissime cose, ci confrontiamo sull'essere genitori separati (per lei), e viceversa esserne figli (per me),sull'amore, sui viaggi, sull'italia e sull'Australia. Sebbene il mio vocabolario sia piuttosto limitato, cerco goffamente di farmi capire. Ad ogni modo sono abbastanza soddisfatta: capisco ogni cosa che dice, ed il fatto che passiamo un'oretta a chiacchierare mi rende ottimista!