martedì 28 febbraio 2012

Day 14

Stanotte è stata una notte davvero tormentata: al di là dei mille sogni che ho fatto, ero davvero agitata. Il motivo? il terrore di non riuscire a sentire la sveglia. Mi capita spesso,alla vigilia di un evento importante, o che comunque richieda di alzarsi dal letto abbastanza presto..provare la paura di non sentire la sveglia e di conseguenza non arrivare in tempo.E quest'occasione non è stata da meno.Che poi pensandoci è stata una premura abbastanza stupida: come avevo già intuito dopo pochi giorni dall'arrivo, trattandosi di una casa molto rumorosa sarebbe stato impossibile non alzarsi ignorando la musica,le voci ma soprattutto i passi.Da quando sono qui, mi sono SEMPRE svegliata alla stessa ora dei bambini. Il risveglio infatti è alle 6.40 (ben mezz'ora prima del suono della sveglia, e ben 2ore e 20 prima l'inizio della scuola).. Poco male: i bambini giocano senza sosta, indossano la divisa, fanno colazione e poi aspettiamo che un'amica di Sarah ci passi a prendere.  Piovendo anche stamattina, decidono di risparmiarci la (per nulla corta) passeggiata sotto l'acqua. Per le 9.15 sono libera, e considerando che lo sarà praticamente anche per il resto del pomeriggio decido di recarmi in centro a Melbourne. Prendo un cappuccino take-away, passeggio fra le grandi vie che nonostante l'ora, sono già stracolme di gente, entro in qualche negozio quando penso che stia per piovere. Successivamente incontro il mio amico M. e decidiamo di pranzare in ostello; facciamo la spesa e scegliamo di provare degli hamburger di Canguro.. che dopo tutto,forse per la scarsa qualità, si riveleranno dei normalissimi hamburger di carne, solo dal sapore leggermente piu forte e selvatico. Il resto del pomeriggio lo trascorro sempre li in ostello. A riguardo vorrei spendere due parole: ho provato alberghi, appartamenti, campeggi..ma non avevo mai provato ad andare in un ostello! E siccome in questi ultimi giorni, c'ho spesso messo piede..devo ammettere che è stata un'ottima sorpresa! I corridoi dove si trovano le camere, sono un pò loschi, bui e per deduzione credo poco igenici,non molto spaziosi o particolarmente puliti. Ma la cosa che piu mi ha affascinata, è il piano in comune a tutti. Si tratta di un piano in cui vi è sia la reception, che la cucina, che le celle frigorifere,che i pc, che il salotto. E' diciamo un punto di incontro in cui, a qualsiasi ora del giorno o della notte ci sono persone differenti fra loro, con diverse culture,abitudini e provenienze che cucinano, navigano in internet, giocano a biliardo, mangiano, leggono, guardano la tv! E' un continuo via-vai di giovani: chi è appena arrivato, chi si fermerà solo una notte, chi è li da quasi un mese, chi ci rimarrà per altrettanto tempo! Mi riporta col pensiero, alla stessa atmosfera che si creava nei villaggi turistici: persone inizialmente diverse fra loro, di diversa provenienza (seppur in quel caso,sempre italiana) diventavano alla fine una grande famiglia, con cui si condivideva qualche giorno, oppure qualche settimana. Comunque conosco altri ragazzi e ragazze italiane. Mi piace ascoltare le storie e le opinioni di ognuno, anche se a volte sono così pessimisti.. Capisco però che non dev'essere facile per chi è partito all'Italia all'avventura: senza una casa in cui andare ma soprattutto senza un lavoro. Mi rendo conto di essere decisamente fortunata a riguardo, ma che soprattutto stiamo vivendo esperienze completamente differenti: paradossalmente alla fine forse, ne saranno arricchiti maggiormente loro,perchè stato vivendo le difficoltà,e gli ostacoli che si possono incontrare quando si va a vivere in un paese completamente nuovo e diverso da quello di provenienza. In questo senso,io sono ben sistemata: sono arrivata con già una casa ed una famiglia che mi aspettava, ho un lavoro, qualcuno provvede per me a vitto e alloggio..praticamente non devo preoccuparmi di nulla. Ma essendo la prima volta, che affronto un lungo viaggio lontano da casa,va bene cosi..Credo e spero,che nel mio futuro ci sarà posto anche per esperienze piu avventurose, che saranno quelle che mi metteranno davvero alla prova e mi faranno capire fino a che punto sono in grado di spingermi!

lunedì 27 febbraio 2012

Day 13

La vita in casa Riseley, ha ripreso a pieno ritmo.. e con il loro arrivo, è giunto anche il maltempo! Il sole ed il caldo torrido dei giorni scorsi,infatti hanno lasciato posto a vento,pioggia e un notevole abbassamento delle temperature. Sebbene,qualcuno m'avesse avvisato ancora prima della mia partenza che iniziava ad arrivare l'autunno,non ne sono ancora psicologiamente pronta! Le cattive condizione atmosferiche,mi impediscono di andare a prendere i bambini a scuola (sotto richiesta di Sarah),che vengono gentilmente portati a casa da un'amica. Il resto del pomeriggio lo dedichiamo a creare delle finte patenti che ci permetteranno di guidare le nostre biciclette! Ognuno le personalizza come meglio desidera, e si procede poi ad eseguire un autoritratto che ci rappresenti e che ci renda riconoscibili alle autorità! I lavoretti vengono interrotti da qualche capriccio: dapprima Lucas si arrabbia perchè il quadrato dentro al quale deve disegnare è troppo piccolo, e fa abbastanza fatica..quindi con il broncio, va a piangere in giardino. Sistemato il problema,è il turno di Mia: nel rappresentarsi,sbaglia a disegnare un occhio e scoppia in un pianto a dirotto seguendo, a qualche minuto di distanza, il fratellino: anche lei infatti, tra lacrime e musoni va in giardino a piangere. Con qualche prodezza e magia, riusciamo a sistemare anche il suo disegno..ed in breve tempo arrivano le pizze a domicilio,che Sarah ha ordinato dal lavoro (risparmio i commenti sul loro aspetto)! Durante la cena, i biondini improvvisano qualche show: chi si crede una ballerina, chi invece un cantante.. mi fanno morire dal ridere! Questa sera, si andrà a dormire prima del solito: domani infatti Sarah dovrà andare a Sydney per lavoro e avrà l'aereo molto presto..quindi penserò io a preparare e a portare i bambini a scuola. Nel pomeriggio invece, come molti martedì verrà Bec, la babysitter della settimana scorsa!

domenica 26 febbraio 2012

Day 12

La cosa piu bella, di vivere in un posto nuovo è che non importa chi sei stato, quello che hai fatto, il percorso che hai compiuto. Puoi reinventarti, cominciare da zero. Conta solo chi sei,adesso..e quello che che diventerai.

(tanto per: ricordate quando,stupita dicevo di aver ritrovato la mia bicicletta in stazione, nonostanze l'avessi lasciata senza alcun lucchetto? Ecco,dimenticatevene. Questa mattina, usando la stessa tecnica.. la bicicletta non c'era più.. ed io sconsolata, sono tornata a casa a piedi. In quanto a  <ladri di biciclette>, nemmeno la mia Australia fa eccezione.)

sabato 25 febbraio 2012

Day 11

Stamattina,per sgranchirmi le gambe faccio ancora un breve giretto a Saint Kilda. Quando sto per tornare a casa, sulla metro una ragazza attira la mia attenzione: si alza dal seggiolino, vestita in tailleur e tacchi a spillo. La metro si ferma, le porte si aprono.. e lei? Scende, si china, toglie i tacchi, li prende in mano..ed inizia a camminare a piedi nudi. Rimango ad occhi spalancati: non sono scandalizzata (anche perchè sinceramente, la comodità è innegabile).. ma affascinata nel vedere come,anche le piccole cose del quotidiano,vengano vissute in una maniera completamente diversa rispetto a noi.
Ad ogni modo, quello di oggi sarà un italian day..

Infatti finalmente incontrerò M. un amico di Desenzano che si trova anch'esso a Melbourne! Come la maggior parte degli abitanti di questa zona, decidiamo di incontrarci nel primo pomeriggio,in Federation Square..e da lì raggiungiamo i Giardini Botanici. Ammetto che finalmente, poter parlare per qualche oretta completamente in italiano, senza stare attenta ai tempi verabli,ai paradigmi,o alle parole da utilizzare mi fa tirare un sospiro di sollievo. Dopo la full immersion dei giorni scorsi, ci voleva decisamente una pausa dedicata tutta alla mia madrelingua! M, probabilmente rappresenta l'amico-porzione singola che non ho avuto sull'aereo. Mi spiego: vi è mai capitato di conoscere una persona, in una circostanza particolare (solitamente in treno o in nave) e per le ore successive, trovarvi a parlare di qualsiasi cosa? Di se stessi, del presente, del futuro, dei proprio programmi, delle proprie esperienze.. aprirsi completamente a 360°..ignorando che, dopo tutto, quello che abbiamo davanti è quasi uno sconosciuto? Solitamente è un <amico> che condivide con noi un breve tragitto,altre volte il tempo è piu esteso.. ma quello che conta, è che ci si comporta in una maniera totalmente differente, rispetto a quello che sarebbe stato se avessimo incontrato quella stessa persona nella nostra città, o in una circostanza completamente diversa. Probabilmente si è spinti dall'idea che tanto, di lì a poco non lo si rivedrà piu.. Magari è solo un desiderio di sfogarsi, con qualcuno che non sapendo nemmeno chi siamo ma soprattutto, chi siamo stati, non ci giudicherà,non esprimerà sentenze. Starà lì semplicemente ad ascoltarci, e a convidere con noi le nostre storie. Ecco, in questo momento M. è il mio amico porzione singola, poichè il quel pomeriggio parliamo davvero di tante cose! Mi incuriosisce senitrlo parlare di quella che è stata la sua esperienza,fino ad ora in terra australiana..anche se, a dire il vero non è del tutto positivo il suo giudizio. Cerco di non lasciarmi contagiare, e concordiamo su quanto le persone che ci circondano attualmente,siano differenti da quello a cui siamo abituati di solito (piccolo aneddoto: mi racconta di essersi perso una sera, e quindi un signore lo ha gentilmente aiutato a ritrovare la strada offrendogli un passaggio. Alla fine M. gli porge 10$ simbolici,per il disturbo,la gentilezza,e la benzina. E questo,non solo li rifiuta, ma a sua volta gli offre 100$. INCREDIBILE). Dopo di chè mi mostra l'ostello in cui si trova. Conosco altri ragazzi italiani, che hanno anch'essi le esperienze piu varie nella terra dei canguri. Chi vuole andarsene il prima possibile, chi vuole spostarsi, che è entusiasta e chi invece è stremato, chi sta cercando lavoro, e chi vorrebbe cambiarlo. I pareri sono diversi e contrastanti fra loro.. Non si respira molto ottimismo,ma non posso biasimarli e capisco di essere davvero fortunata rispetto a loro. Comunque, mi invitano a fermarmi li per la cena,quindi accetto di condividere un'ottima pasta col pesto! Avviata la vita sociale (finalmente) ho l'occasione di conoscere anche Melbourne by night. La città si anima di giovani. Di locali ce ne sono davvero molti, anche se a differenza dei nostri chiudono piuttosto presto! Concludiamo la serata al Crown, al cui interno vi è un enorme Casinò,oltre a negozi di lusso, hotel e spa! Beviamo qualcosa, il posto è davvero super..e finalmente riesco ad intrudirmi maggiormente nella vita australiana (seppur stando con italiani).

venerdì 24 febbraio 2012

Day 10



Dopo dieci giorni australiani, quest'oggi andrò finalmente a visitare il centro di Melbourne!! Non appena uscita dalla stazione, lo spettacolo che si presenta ai miei occhi è sensazionale: sono sovrastata da enormi grattacieli, e mi stupisco nel vedere che ad ogni incrocio, ci sono centinaia (non sto scherzando) di persone che aspettano di attraversare la strada! L'impatto è decisamente forte, e considerati gli almeno 30° della giornata,decido di non perdere tempo e recarmi subito al Melbourne Visitor Centre. Si tratta di un centro informazioni veramente ben organizzato, in cui sono reperibili brochures, depliants, opuscoli, mappe della città, orari dei trasporti,volantini.. Insomma, ogni cosa che può essere utile ad un turista completamente disorientato,come me! Non ho particolari progetti per la giornata, essendo la prima volta che metto piede qua decido di sfruttare uno Shuttle Bus gratuito,messo a disposizione per coloro che vogliono avere una panoramica generale: esso infatti, tocca circa 13 punti di interesse della città, introducendo anche brevemente di cosa si tratta attraverso la voce dell'autista. L'idea,in realtà si rivela abbastanza pessima: il mezzo,è un normalissimo autobus completamente chiuso (non di quelli turistici, a due piani aperti sopra come avevo immaginato) quindi non ha corsie riservate,ed essendo le 15 di pomeriggio, è spesso imbottigliato nel traffico! L'orario risulta essere particolarmente sfavorevole anche per il caldo: l'aria condizionata nemmeno si percepisce, e con tutte quelle soste il sole picchia attraverso il finestrino! Mi sto liquefacendo! Terminato,il comunque interessante tour, faccio due passi per le vie del centro. Non ho una meta precisa,infatti non utilizzo nemmeno la cartina! mi lascio solo trasportare da quella fiumana di gente,seguo il suono di qualche artista di strada e mi perdo tra le mille vetrine! Di negozi ce ne sono davvero molti: per tutti i gusti,e per tutti i prezzi..anche se la maggior parte delle volte,sono davvero cari. Decido allora di andare in una libreria straniera,nella speranza di trovare qualche guida specifica di Melbourne in italiano..ma purtroppo lo scomparto offre solo libri didattici e vocabolari.. Tra l'altro la mia ricerca,viene interrotta da un ragazzo che avvicinandosi mi dice qualcosa in italiano. Dapprima sono contenta di sentire dopo 10giorni una voce amica,ma poi rimango titubante: senza nemmeno vedermi in faccia,ha dato per scontato fossi italiana! dopo tutto,avrei potuto anche essere una studentessa che voleva apprendere la lingua! Ok,forse ho ancora troppo l'aspetto di una turista,piuttosto che di un'australiana vera e propria..ma ci sto lavorando! Mi rincammino, e torno a casa. Ci sono tante cose da vedere in questa città, e fremo cosi tanto che vorrei vederle tutte subito! Ma poi realizzo che ho tanto tempo per farlo, paradossalmente potrei vedere un <punto d'interesse> a settimana! Infatti come primo giretto,lo faccio bastare. L'idea me la sono fatta,l'impatto è stato eccezionale! Nel cielo nemmeno una nuvola...avanti il prossimo!

giovedì 23 febbraio 2012

Day 9

 Stamattina resto a casa,perchè devo aspettare l'arrivo di <John the handyman> (testuali parole di Sarah) che verrà a riparare un armadio. Dopo pranzo,inizio il mio tour da piccola esploratrice e,zainetto in spalla decido che la meta del giorno sarà StKilda. Decido di raggiungerla in treno,anche per studiare percorsi,biglietti,orari in vista della prossima meta (Melbourne centro). Dopo una 20ina di minuti raggiungo la stazione di Balaclava; qui devo prendere un tram che mi condurrà a StKilda Beach, dove ci sono le principali attrazioni. Ovviamente, prendo il tram nella direzione sbagliata, sprecando almeno una mezz'oretta nel tentativo di capire dove sono. Una volta scoperto, riesco a raggiungere facilmente la spiaggia. St Kilda è la zona balneare di Melbourne famosa per i suoi ristoranti, i bar e una vita notturna piuttosto animata.. E dalla gioventù che la anima, non stento a crederci. I ragazzi australiani,che ho avuto modo di vedere fino ad ora mi sembrano tutti una meraviglia. Sani,abbronzati ce n'è per tutti i gusti: biondi,mori,mulatti,bianchi,neri,alti,bassi,muscolosi o grassi.. sembrano quasi tutti usciti da una rivista sportiva. Le ragazze,lo sono altrettanto: gambe kilometriche, capelli biondi al vento e mini vestitini che,contrariamente a quanto mi aspettavo sono di buongusto il più delle volte. La spiaggia pullula di giovani provenienti da ogni dove, che sembrano non avere alcun tipo di preoccupazione o problema. Molto invidiosa di tutta quella perfezione, decido di abbandonare l'oceano e spingermi nella zone più interne. Di attrazioni culturali non ve ne sono molte: il paesaggio che mi si presenta è costituito da luuunghissimi viali alberati stracolmi di bar,ristoranti,fast food che offrono piatti italiani,giapponesi,cinesi,messicani,spagnoli.. La scritta Pizza e Gelato padroneggiano in piccoli bar dai nomi davvero trash,che rievocano il lontano <Stivale>. Anche vie che apparentemente sembrano anonime, sfociano in un tripudio di negozi che vendono qualsiasi cosa a qualsiasi prezzo! StKilda di rivela più piccola del previsto, ed in una giornata riesco a girarla per intero. Una volta tornata alla stazione di Brighton, recupero la mia bicicletta, e mi stupisco sinceramente di trovarla ancora dove l'avevo lasciata. Infatti, siccome non ha il lucchetto o catene con le quali legarla, l'avevo semplicemente appoggiata ad un cancello..e al mio ritorno è ancora lì che mi aspetta! Nonostante la stanchezza (dopo tutto questo lavoro..), vado con Ralph a fare nuovamente una passeggiata in spiaggia al tramonto.. il sole è una palla gigante arancione,e mi fanno quasi male gli occhi mentre scatto fotografie.. Lo spettacolo che ho davanti, come al solito mi strappa un sorriso a 36denti! Che meraviglia!

Cose che ho imparato oggi: in Australia a quanto pare è lecito ruttare in pubblico. Avevo già constatato la cosa,nella mia famiglia..ma credevo che fossero particolarmente permissivi solo nei confronti dei bambini (tutte le volte in cui Mia mi dice "pull my finger" e quando le tiro il dito,rutta). Poi è stata la volta (o meglio: le volte) in cui a ruttare, è stata Sarah. E oggi mi è ricapitato che anche sul tram un signore l'abbia fatto..e nessuno che si sia scomposto,o l'abbia guardato. Uaaao, questo è proprio il paese che fa per me :)

mercoledì 22 febbraio 2012

Day 8

Primo giorno a casa da sola! Questa mattina decido di andare a fare <rifornimenti> al supermercato, per la mia sopravvivenza. Per muovermi decido di utilizzare la bicicletta: pessima idea. Ne ho a disposizione due,una da donna ed una da uomo, ma entrambe hanno manubrio e sellino arrugginiti e quindi è impensabile riuscire a regolarli. Benissimo! Decido comunque di utilizzare quella da uomo,perchè sembra alla mia misura.. se non fosse che il manubrio è davvero troppo basso rispetto al resto. Poco male,decido di prenderla lo stesso per risparmiare tempo. Agli occhi della gente,devo sembrare piuttosto ridicola: tutta gobba,coi piedi che ad ogni stop non toccano a terra (per evitare di fermarmi alle rotonde, rallento nell'attesa che non passino macchine) e faccio 100 pedalate in un secondo! Una vera faticaccia.  Comunque riesco ad arrivare incolume al supermercato. Inizio a fare la spesa munita di dizionario per tradurre qualche scritta,e con rammarico scopro che non esiste la mozzarella (avevo puntato le mie future cene sulla realizzazione di bruschette), e che la crema solare nivea è in "svendita" a 26$..Sta cippa! Riesco comunque a raccimolare qualche alimento e arrivo a casa che mi sento le cosce di marmo! Il resto del pomeriggio lo trascorro molto "faticosamente" in piscina,stesa sul materassino: la temperatura è fantastica,il sole è fortissimo tant'è che mi scotto subito (questo succede ad ogni <primo-sole> in realtà,a prescindere che sia italiano o australiano) e cerco di creare un numero australiano (non riuscendoci).

martedì 21 febbraio 2012

Day 7

Oggi ho finalmente conosciuto Rebecca.
<Bec> è una babysitter che ha praticamente visto crescere i bambini, poichè ha lavorato in questa casa fino all'anno scorso. Quest'anno, siccome anche Lucas va a scuola, la sua assistenza si limiterà al martedì che risulta essere una giornata davvero impegnativa,ed in cui è necessario spostarsi in macchina (non avendo la patente internazionale non posso guidare, ma meglio così: la guida dal lato opposto mi avrebbe reso ancora più pericolosa di quello che già sono). Inutile dire che anche lei, a prima vista sembra adorabile come il resto delle persone che ho incontrato fin'ora. Andiamo assieme a prendere i bambini a scuola,ed accompagnamo subito Lucas alla sua lezione di tennis. Nel frattempo noi,assieme a Mia torniamo a casa. Questa sera si cenerà presto: i ragazzi hanno lezione di TIP TAP (che loro usano chiamare solamente tap..se aggiungi <tip> sembrano non capire e ti guardano con facce strane!). Una volta che il "piccolo Nadal" ha finito,ed i bimbi hanno cenato e si sono cambiati andiamo nella scuola di danza. La lezione è divisa in tre gruppi, a seconda del livello: per Lucas è il primo anno e solo la terza lezione, ed assieme a lui c'è una bimba sui quattro anni, minuscola e super bionda. E' divertente vedere quanto impegno ci mettono nell'apprendere. Rebecca mi spiega che in Australia è molto diffuso come ballo, specialmente grazie ad un celebre programma televisivo "So You Think You Can Dance"; nel frattempo mi mostra le foto di sua figlia che sta lavorando in un parco divertimenti a Singapore. L'insegnante di TipTap sembra essere molto valido, ed alla fine i ragazzi sempre divisi in gruppi, mostrano cos'hanno imparato nella lezione. Alcuni sono davvero bravissimi, e mi perdo ad ogni ticchettìo delle scarpette. Mia ma soprattutto Lucas sembrano essere stanchi, quindi si va a letto molto presto anche perchè domani si dovranno alzare molto presto: la famiglia Riseley infatti, andrà nel Queensland perchè Sarah ha una conferenza di lavoro. Questo significa: casa libera fino a domenicaaa!

lunedì 20 febbraio 2012

Day 6

Mattinata trascorsa nel tentativo di stabilire una connessione internet con il mio computer e la rete wireless di casa: la creazione di questo blog,ne testimonia l'esito positivo. Dopo pranzo, mi dirigo verso scuola per andare a prendere i bambini..è la prima volta che sono completamente da sola quindi, sono un po tesa nel tentativo di ricordarmi tutto quello che c'è da fare. Prima Lucas, poi si aspetta Mia.. la strada del ritorno viene percorsa moooolto lentamente,poichè quest'ultimi si fermano parecchie volte a raccogliere caterpillars (che altro non sono,che semplici ramoscelli che ricordano lontanamente dei bruchi). Una volta a casa, il pomeriggio trascorre tra la creazione di un parco per caterpillars, un country café per bambini,lezioni di skateboard (sono davvero una frana) e qualche disegno. I bambini sono bravi ed indipendenti per tutto il pomeriggio,se non chè ad un certo punto iniziano a fare le pesti: Mia vuole andare a giocare dalla "vicina" e finge di scappare dal cancello, Lucas vuole rubare merendine dalla dispensa.. e quando si alleano,scappando da tutte le parti credo di impazzire. In realtà il mio vocabolario limitato, mi impedisce di farmi valere come vorrei! Cerco di giocarmela con espressioni facciali minacciose e severe,ma a quanto pare non devo risultare molto credibile,perchè i bambini sembrano ignorarmi. Non-so-come riesco ad infilarli nella vasca da bagno,e a mettergli il pigiama prima che Sarah sia a casa. Fortunatamente si sono calmati, cosi ceniamo a base di piadine.

domenica 19 febbraio 2012

Day 5

Prima domenica a Melbourne. Non l'avevo ancora scritto, ma l'aria condizionata dell'aereo, il continuo caldo-freddo e gli sbalzi di temperatura mi hanno causato un graaaandissimo raffreddore (era tempo che non ne prendevo uno così forte)! Il che mi debilita abbastanza, e mi impedisce di fare qualsiasi cosa, benchè sia il mio giorno libero. Nonostante questo, Sarah mi accompagna finalmente in Vespa in un negozio di elettronica, in cui compro l'adattatore per le mie prese italiane che avevo dimenticato, e che mi impediva di interagire con il mondo. Il resto della giornata lo passo a sistemare camera mia (gli armadi sono stati finalmente liberati dai vestiti dei bambini)! Lucas & Mia sono con la nonna,Sarah è uscita quindi trascorro il mio pomeriggio in totale pace  in piscina. Dopo cena, decido di fare una passeggiata con Ralph sulla spiaggia, questa volta dalla parte opposta rispetto a ieri. Sono circa le 20, il sole comincia a tramontare.. i miei piedi affondano nella sabbia ed accendo l'ipod. Difficile spiegare la sensazione a parole, per chi almeno una volta nella vita, non ha vissuto un momento del genere in totale solitudine. Proprio in quel momento, realizzo che partire permette di dare una valore alla libertà: nessuno dipende da me, io non dipendo da nessuno..Non avverto alcun bisogno e tuttavia, mi sento comunque a casa. Inevitabile pensare al passato: a quanto tempo si è buttato via dietro a persone o cose, futili e stupide..ma che nonostante tutto,sono comunque servite a compiere il <grande salto>. Quindi la mente si catapulta su un futuro che è ancora da scrivere, ma che mi piacerebbe avesse le sembianze del presente. La nostalgia di casa,ancora non si percepisce.. La possibilità di decidere autonomamente quando interrompere questa esperienza, mi conferisce solo entusiasmo e tanta curiosità su quello che mi aspetta prossimamente. Inizia ad essere buio, quindi decido di tornare a casa! Sarah sta cenando (stranamente quasi ad un orario italiano). I bambini dormono già, quindi le faccio compagnia: parliamo di tantissime cose, ci confrontiamo sull'essere genitori separati (per lei), e viceversa esserne figli (per me),sull'amore, sui viaggi, sull'italia e sull'Australia. Sebbene il mio vocabolario sia piuttosto limitato, cerco goffamente di farmi capire. Ad ogni modo sono abbastanza soddisfatta: capisco ogni cosa che dice, ed il fatto che passiamo un'oretta a chiacchierare mi rende ottimista!

sabato 18 febbraio 2012

Day 4


  Finalmente anche a Melbourne è arrivato il week end: i bambini non vanno a scuola, e da quanto mi avevano anticipato in teoria non dovrei "lavorare" (sempre che questo si possa ritenere un lavoro). In pratica però,lo farò lo stesso: essendo sabato, Sarah decide di andare qualche oretta dall'estetista ed in palestra, lasciandomi sola con i bambini. Fortunatamente nonostante il difficile approccio linguistico, e nonostante alcuni momenti di silenzio,ce la caviamo con qualche semplice gioco: Lego,disegni, Geomag ecc. finchè "mamma" non torna a casa. Ho il pomeriggio completamente libero, quindi decido di andare finalmente a fare due passi in spiaggia. La raggiungo facilmente, senza usare nemmeno la cartina; come Sarah mi aveva già detto, dista solo one block dalla nostra casa. Il paesaggio che mi si presenta davanti mi lascia davvero senza parole: alla mia destra case enormi, tutte bianche esternamente e con vetrate davvero giganti che permettono di vedere l'arredamento al loro interno, a sinistra la spiaggia e l'oceano..mentre io mi trovo sulla lunga passeggiata pedonale,affiancata dalla pista ciclabile. Nonostante il forte sole e l'orario, non riesco a smettere di camminare: sono troppo affascinata da ciò che mi circonda. Arrivo fino a Port Philipp,ed in assenza di cartina, decido di tornare indietro. Mi fermo su una collinetta dalla quale è possibile ammirare ogni cosa. Di fronte a me ho i grattacieli di Melbourne; prati immensi sui quali gruppi di persone stanno facendo barbecue o ascoltando musica con enormi casse; piste ciclabili cosparse da ciclisti o pattinatori; quelle pedonali invece, sono occupate da 30enni invasate che continuano a correre su-e-giù dalla collina e che ostentano fisici invidiabili; alle mie spalle c'è l'oceano e la spiaggia. L'aria che si respira è davvero buona,poichè il vento riesce a mitigare,quella che altrimenti sarebbe una giornata davvero afosa. E' quasi ora di cena (in italia la chiameremmo merenda) e decido di tornare a casa,dato che questa sera ci saranno ospiti. Sarah ha infatti invitato un paio di amiche (con rispettivi mariti e figlioletti al seguito): sono davvero simpaticissime e una delle due parla benissimo italiano. Mi spiega infatti,che anni fa ha vissuto a Verona facendo l'insegnante. Anche l'altra non se la cava male, e dopo qualche bicchiere di vino il suo italiano va decisamente migliorando. E' divertente vedere come una volta rimaste sole in casa, iniziano a commentare con Sarah l'attuale ragazzo di quest'ultima esprimendo il loro apprezzamento sul suo corpo..Sembrano delle teenagers! Anche questa volta, mi copisce particolarmente tutto ciò che precede la cena: in Italia,se avessimo avuto una decina di ospiti , avremmo passato l'intero pomeriggio a cucinare e sistemare casa. Qui, c'è il casino di sempre: i giochi sono in disordine, le camere sottosopra, nulla da segno d'essere stato pulito o lucidato. Benchè gli ospiti siano già arrivati, la tavola non è ancora apparecchiata.. Ma non ci si perde in queste sciocchezze. In qualche secondo è imbandita e le salamine sono cotte: prima mangiano i bambini, poi è il nostro turno! Davvero un'ottima serata, ed un'ottima cena. Tutti sembrano adorabili,gentili,disponibili e davvero alla mano.

Cose che ho imparato oggi: Quando una cosa è davvero molto gustosa si dice YUMMI

venerdì 17 febbraio 2012

Day 3

Questa mattina accompagno Lucas & Mia a scuola da sola per la prima volta.. O meglio, non del tutto da sola poichè Sarah ci raggiungerà a scuola dopo qualche minuto in Vespa (sulla quale padroneggia la scritta ITALY). Una volta a casa, esco a fare una passeggiata con Ralph (il cane) per il centro di Brighton: finalmente trovo il supermercato, la stazione e Seven Eleven (che mi sarà utile per avere il mio numero australiano). I negozi sembrano carini,anche se noto sin da subito una predominanza di palestre ma specialmente parrucchieri. Mentre guardo gli orari dei treni alla stazione, una signora si avvicina e si offre di aiutarmi nel caso avessi bisogno.. Quanta gentilezza! Finita la passeggiata, torno a casa, lascio Ralphie e faccio qualche spesa al supermercato: compro giusto un paio di cose per sopravvivere ai primi giorni australiani (deodorante, blocnotes, una scatola di biscotti, una crema, fazzoletti) spendendo in totale 23aud (circa 18€).. Effettivamente non è propriamente economica! Dopo pranzo, non vedendo arrivare Melanie a casa,decido di incamminarmi a scuola e quando vado a prelevare Lucas dalla sua classe, la incontro là! Torniamo a casa, i bambini fanno una merenda veloce perchè piu tardi dovranno tornare a scuola per un picnic. Melanie deve andare via, Sarah tarderà al lavoro quindi devo occuparmi dei marmocchi e ri-accompagnarli a scuola. Sono davvero bravi,ed è divertente vedere come scelgono i vestiti da indossare: Mia è tutta precisina ed abbina il vestito alla cintura,alle scarpe ed al cappello. Successivamente si occupa di scegliere anche i vestiti per Lucas che non smette si specchiarsi e mi chiede consigli su quale cappello si abbina meglio alla sua camicia! Siamo decisamente in ritardo, quindi i bambini decidono di prendere il loro monopattino per raggiungere piu rapidamente scuola. Il risultato è che io rimango a piedi, ed arrivo col fiatone,poichè per stare al loro "ritmo" ho dovuto correre parecchio. Una volta arrivati, si perdono a giocare con i loro amici mentre io,come una brava <mammina> li osservo da lontano. Finalmente arriva Sarah,che per l'occasione ha comprato del Fish&Chips che mangiamo accanto alle altre famiglie, distese su dei teli sull'erba. Torniamo a casa dopo cena, e una volta che i bambini sono a letto chiacchiero del piu e del meno con la mia <mamma australiana>.

giovedì 16 febbraio 2012

Day 2

E’ il secondo giorno in casa Riseley,ma imparo subito una cosa: la mattina,con due bambini,non esiste. Non tanto perché debba fare chissà cosa,anzi. Ma perché le piccole pesti, non si risparmiano la voce alta, i passi lunghi e ben distesi sul pavimento che è un continuo rimbombo, i giochi che cadono, i pianti, le urla della mamma.. e considerando che la mia camera da proprio sulla cucina, è un paradiso per il mio sonno (…)! Ma meglio così, non sono venuta sin qui per dormire.. infatti quando la casa si riappropria del silenzio, decido di alzarmi, far colazione, e spingermi fino a New Street. Non avendo una cartina con me, ed essendo la prima volta che mi muovo, non faccio molta strada..Arrivano le 15 e viene a prendermi Melanie.. una signora sui 40 simpaticissima e gentilissima che mi accompagnerà per qualche giorno a scuola dai bambini. Aspettiamo che esca Mia, Lucas non c’è. Una volta a casa e dopo aver fatto merenda io e Mia guardiamo la televisione mentre Melanie cucina. Torna anche Lucas e dopo aver cenato scopro che Melanie deve andare via, e Sarah tarderà dal lavoro. Rimango sola con loro, e decido di seguire la prassi del giorno prima: bagno,capelli,pigiama,libro. Finalmente torna Sarah, che probabilmente per recuperare la mancata-giornata con i bambini.. si siede sul ripiano della cucina ed assieme mangiano junky food, direttamente dalla scatola. Che bella vita!

mercoledì 15 febbraio 2012

Day 1

Il mio sonno viene interrotto da passi pesanti, urla, pianti.. un inferno soprattutto se credo siano almeno le 10, ed invece guardando l’orologio,mi rendo conto che sono solo passate 4 ore dal mio arrivo e sono le 8! Cerco di ignorare il rumore, con scarsi risultati. Quando ricade il silenzio (probabilmente sono tutti usciti), riesco a riaddormentarmi fino alle 12. Una volta svegliata, conosco Lucas. E’ bellissimo e biondissimo e sta giocando con un suo amichetto. Verso le 15 vado con lui e Sarah a prendere Mia a scuola: non appena mi vede,senza nemmeno conoscermi, mi abbraccia e mi dice che sembro carina ( w i bambini). Dopodiché andiamo a fare delle commissioni: prima in posta, poi al negozio di occhiali, ed infine in biblioteca dove i bambini si perdono a sfogliare libri cercando di coinvolgermi il più possibile. L’approccio con l’inglese non è male: non capisco ogni parola, ma l’insieme del discorso mi è chiaro il più delle volte. Mia è davvero disponibile: ti ripete ogni cosa che non capisci, ti chiede se conosci delle parole, e se è lei a non capire dice “Pardon?”..non è facile formulare frasi di senso compiuto (la mia mente da italiana perde troppo tempo nel tentativo di elaborare frasi grammaticalmente corrette)..ma talvolta basta una parola chiave e mi capisce subito. Una volta a casa, i bambini si tuffano in piscina e dopo poco li raggiungono tre amichette ( ti rendi conto di essere in Australia quando sei circondata da cinque bambini/e biondi e con gli occhi azzurri) e la mamma di quest’ultime, le quali si fermeranno anche a cena. La prima cosa che noto è che,non appena sanno che sei italiana cercheranno di dirti almeno UNA parola in italiano. Sembra che tutti lo sappiano e lo amino, in qualche modo. La seconda cosa è che qui, i ritmi sono completamente diversi. La cena è alle 18 perché alle 19.30 i bambini devono praticamente essere gia nel letto. Cosi anche questa sera,ceniamo prestissimo a base di bbq . Un’altra cosa attira la mia attenzione: a metà cena,ci raggiunge il marito dell’amica di Sarah. Quando dico “ci raggiunge” non intendo dire che, suona alla porta, qualcuno apre e lo accoglie come un ospite.. Ma intendo dire che, arriva praticamente in sala: entra,saluta, si prende da solo una birra dal frigo (Sarah non fa il minimo cenno di alzarsi e servirlo), chiacchiera in piedi, agguanta una salsiccia,si trattiene ancora qualche minuto e poi va a casa. So easy. Quando gli “ospiti” se ne sono completamente andati, Lucas e Mia fanno il bagno,e dopo aver letto una storia filano a letto; è tardi.. siccome c’erano ospiti stasera si è fatta un’eccezione: sono già le 20..

martedì 14 febbraio 2012

Milano-Melbourne solo andata.

Sfatiamo subito un mito: l’amico porzione singola, acclamato in Fight Club non-esiste.
Nella mia prima tratta di volo (Milano-Dubai), la mia vicina è una signora sui 50 che fin da subito attira la mia attenzione,poiché nell’intento di scegliere cosa tenere con se durante il viaggio, si piazza esattamente in mezzo al corridoio. In questo modo non solo mi impedisce di sedere al mio posto, ma forma una lunga fila di persone dietro di se. Fortunatamente a separarci per il resto del viaggio fra me e lei c’è un sedile libero che ben presto però,decide di occupare sdraiandosi. <Deve averlo scambiato per un pullman turistico> penso,nessun problema.. se non che da una parte i suoi piedi schiacciano la tendina del finestrino, e dall’altra la sua testa finisce sul mio poggia braccio,tant’è vero che la mia felpa rimane fastidiosamente sotto di lei,impedendo qualsiasi mio movimento.  A mezz’ora dall’arrivo, quando ogni spia avverte di <tenere allacciate le cinture> la simpaticona decide di alzarsi, apre il portellone del bagaglio sopra di me, ed inizia a cercare la sua borsa. Ovviamente non la trova, quindi mi guarda con aria svanita e mi chiede: “Non trovo la mia borsa. Dev’essere dietro quella rossa.. di chi è?” le rispondo che è mia e che manca poco all’arrivo quindi non la sto a spostare.. Sembra ignorare ciò che dico e non perde tempo per ricordarmi che “c’erano delle cose di ciniglia che non si dovevano stropicciare.” Sta cretina!
La seconda tratta (Dubai-Kuala Lumpur) avviene dopo una sosta di 3 ore all’aeroporto di Dubai: il mio Gate è cacciato a casa del diavolo,e quando lo raggiungo sono stanchissima. A quanto pare non sono l’unica dato che,forse anche per l’ora tarda, c’è pieno di gente che dorme sulla moquette. Per quel che riguarda il volo,nessun amico di porzione-singola nemmeno sta volta.. Anzi, occupo degli scomodissimi posti centrali,affianco ad altre tre persone.. I film sono gli stessi di prima (quindi giusto 4/5 in italiano), il cibo di dubbio gusto viene portato ad ogni ora e con i vari fusorari dei paesi che attraversiamo non capisco più se sto facendo colazione, pranzo o cena.
La terza tratta (Kuala Lumpur- Melbourne) è paradossalmente la più pesante: non si tratta di un vero e proprio scalo,in realtà l’aereo fa rifornimento e viene ripulito ma dobbiamo portare con noi lo stesso i bagagli. Nell’attesa conosco R. un italiano, e rompiamo il silenzio scambiandoci qualche informazione, consiglio,paura, esperienza: entrambi sembriamo essere consapevoli di ciò che stiamo lasciando ma non di ciò che troveremo. Il volo riprende ed è estenuante: il sedile diventa ad ogni minuto più scomodo, non riesco a stendere le gambe perché non appena sporgono leggermente dal sedile qualche hostess ci picchia contro e mi sveglia, l’adrenalina della partenza mi ha ormai abbandonato e l’unica cosa che sogno è un letto comodo su cui distendermi.
In “qualche” ora arriviamo a Melbourne: R. ed io perdiamo qualche minuto a compilare un modulo per l’immigrazione,ritiriamo i bagagli (grazie a dio ci sono tutti), ci auguriamo buona fortuna, e finalmente vedo Sarah, che nonostante l’ora sembra davvero brillante ed in ottima forma.
Parliamo del più e del meno,e senza tanti giri di parole mi rendo conto che al telefono non dovevo avergli fatto una buona impressione (linguisticamente parlando)..e questo me lo ribadirà parecchie volte dopo, affermando che non pensava che il mio inglese fosse “so good” (cosa che non è affatto,ma va benissimo che lei lo creda). In macchina,parliamo di parecchie cose ed una volta arrivate a casa (sono circa le 4) cado in un sonno profondo.



Cose che ho imparato oggi: Quando si prenota un lungo viaggio in aereo, richiedere all'agenzia di poter scegliere il posto migliore (specialmente per distendere le gambe). Avere un bagaglio a mano più leggero e meno ingombrante,inoltre,faciliterà ogni spostamento da e per gli aeroporti.